
Sono le 8.30 di mercoledì 23 aprile.
Da circa un'ora sto pensando a come iniziare questo scritto che ho promesso al Maestro e la cosa mi appare un po' difficile; è sempre difficile mettere per iscritto quello che si vive con i sentimenti.
Durante le ultime lezioni ho cercato di dare un nome a quanto mi trasmettevano i tuoi allievi durante le lezioni, siano essi piccoli che grandi, e la prima parola che ne è uscita è stata passione: una ondata di enorme di energia positiva che ti travolge e ti trattiene a guardare gambe e braccia che si muovono insieme (anche non in sincrono), occhi fissi e concentrati e sorrisi onesti.
Il gruppo dei piccoli vive questa disciplina come ancora un qualcosa di staccato da se, appartiene ancora alla sfera del corpo e non sempre è in grado di capire quando gli parli di "
spirito e
cuore" ma sei sulla buona strada perché vi arrivino prima del previsto, hanno una buona coesione e sono molto motivati a percorrere la strada che offri loro, anche a volte, ed è giusto sia così perché sono bambini, si perdono nel gioco lasciando da parte disciplina e regole.
Non entro in altri meriti, non ho elementi per farlo, ma ho colto in alcuni di loro qualcosa che va oltre la palestra, un motivo in più per essere li, karate come supporto a qualcosa che è dentro e non esce con altro.
Le cinture nere hanno un fascino in più, e non parlo solo di belle persone singolarmente, che onestamente ci sono, intendo l'intero gruppo.
Coesi, veri, onesti con se, con il gruppo e con il Maestro.
"Andare oltre" la frase che hai detto all'inizio, loro la mettono in pratica: "
SONO ANDATI OLTRE", sono diversi, i loro sguardi a volte trapassano durante l'allenamento, è indescrivibile, rischio di non farmi capire; lo sforzo che alcuni devono fare è di non vedere l'amico ma l'avversario, lasciare da parte il "rispetto" come lo hai definito una volta, per essere più liberi di lavorare.
Sono splendidi!
Al Maestro:
" Egli tratta i soldati come fossero suoi figli,
Per questo essi lo seguiranno nelle vallate più profonde.
Egli considera i soldati come suoi figli prediletti,
Per questo essi non temeranno di morire assieme a lui."
Sun Tsu L'arte della guerra, cap. 10 Le forme del terreno
Credo sia una citazione adatta a quanto scritto. Vi descrive bene, loro si fidano del Maestro come un figlio di suo padre, si sono lasciati plasmare; il Maestro fa fare loro solo ciò che porta al bene e, come un padre, protegge il figlio dai pericoli dandogli strumenti validi per stare in questa terra.
Monica Ceolin