La bellissima domenica soleggiata di dicembre non si smentisce e non tradisce, nemmeno quest'anno.
Lo stage di fine anno è una buona occasione per fare un bilancio, tra consuntivi e preventivi.
Mi duole vedere il maestro, da quando ho cominciato questa avventura, dimostrare sempre disappunto per i numeri dei partecipanti mentre invece, quando ad un certo punto sono spuntati dei pulcini in cintura bianca e gialla, ho pensato che è questo il risultato più bello di fine anno, è questo il più bel modo di ricominciare l'anno nuovo.
Mi duole quando io, Chika e Monica pensiamo di dare il massimo agli esami e poi ci troviamo di fronte lo sguardo di disappunto del Maestro Puricelli che ci fa capire che ancora non ci siamo.
Mi duole quando cerco di parlare con il mio maestro, di dare una critica costruttiva all'aspetto gestionale societario, e mi viene fatto capire che o accetto la situazione così com'è oppure ciao.
Non voglio passare per donna che eccede in vis polemica, ma quando c''è un problema cerco di analizzarne la causa semplicemente per capire se è possibile trovare una soluzione, quindi mi duole quando una discussione verbale deve per forza trasformarsi in un kumite.
Parlare, argomentare, non significa combattere; rispettare le pause altrui significa rispettare l'interlocutore; parlargli sopra significa avere solo un punto di vista: il proprio.
Stamattina lo stage è stato estremamente ricco di insegnamenti e, per quanto riguarda me, di concentrazione e di stimoli: è stato, in breve, necessario.
Il consueto, successivo ring con il maestro forse è stato altrettanto necessario in quanto foriero di un dubbio che tuttora non mi abbandona: "Santini, se non capisci questo concetto fondamentale sul maestro e il senpai, allora forse non sei una karateka". Ottima domanda.
Ma in essa, caro maestro, in questo momento non riesco a darmi la risposta.
O forse hai ragione tu: non sono una karateka. Già...Chissà...Blowing in the wind...Oss. Santini
Oss
Risposta del M° ad Anna
la risposta di Monica ad Anna
Anna Santini